Il Pirata


Settembre - 28 - 2019 | Teatro Bellini di Catania


locandina salvatore grigoli nel ruolo di Ernesto, opera il Pirata al teatro Bellini di Catania 2019

Salvatore Grigoli è Ernesto. La sua è stata una bella performance. Un’ottima presenza scenica, una voce calda e imperiosa che ha usato con grande padronanza tecnica.

L’Opera, messa in scena per la prima volta nel lontano 1827 a Milano, è ancora incredibilmente attuale. La bella e infelice duchessa di Caldera offre rifugio a dei naufraghi, a dei pirati. E chissà quanto parrebbe surreale al nostro amato conterraneo Bellini la situazione odierna…lui che dava per scontati e musicava i princìpi di umanità e di accoglienza dei naufraghi!

La vicenda s’inquadra all’interno della guerra del Vespro e ruota attorno a Gualtiero, già conte di Montalto e partigiano di Manfredi. Questi, esiliato dal partito angioino, diventa capo dei pirati aragonesi per rivendicare il suo onore e quello della famiglia. La brama di vendetta supera il dolore per il forzato allontanamento dalla patria e dall’amatissima Imogene. Gualtiero, però, pensa che non tutto sia perduto e che alla fine della ‘missione riparatrice’ potrà coronare il suo sogno d’amore. Egli non sa che la donna, per salvare il padre, ha dovuto accettare un matrimonio ‘forzato’ con Ernesto duca di Caldora (ipotetica città costiera siciliana), partigiano degli Angiò e quindi suo avversario politico. Gualtiero scopre la verità quando una tempesta lo getta sulla riva del suo paese natale. In preda alla furia vorrebbe uccidere il figlio nato da questo ‘fedifrago’ matrimonio, ma è fermato dalla madre, la stessa Imogene. Ernesto, tornato dalla battaglia, prima arresta i pirati soccorsi dalla moglie, poi decide di rilasciarli purché partano l’indomani. Nella notte, durante un incontro chiarificatore tra i due innamorati, irrompe il geloso marito che sfida il rivale a duello, ma rimane ucciso. Gualtiero, consegnatosi volontariamente alle guardie, è condannato al massimo supplizio ma decide di darsi la morte precipitando da un ponte, mentre Ipogene cade in preda a un disperato delirio onirico.

Appassionata la conduzione del direttore Miquel Ortega, con la sua capacità di dare voce alla partitura sia nei momenti di soave sussurro che nei momenti di impeto corale. Luigi Petrozziello è il Maestro del Coro del Teatro Bellini di Catania che offre, con il Pirata, il meglio delle sue capacità attoriali e canore. Forse un po’ deludente è la regia di Giovanni Anfuso (e del suo assistente Angelo D’Agosta), che ai cantanti avrebbe potuto chiedere di più, più dinamismo a maggiore ragione del fatto che il palcoscenico era completamente vuoto. Più vero e intenso il duetto fra Ernesto e Imogene; troppo statico, forse, il duetto d’amore fra lei e Gualtiero. Giovanna Giorgianni ha curato le scene: essenziali e spartane ma interessanti nella realizzazione di pannelli mobili che si spostavano sul palco. Meravigliosi i costumi di Riccardo Cappello, ricchi e sontuosi o perfettamente miserevoli per quella ciurma di Pirati che, ad un certo punto, riesce a darsi all’allegria e alla gioia pur trovandosi a ridosso del dramma e della morte che di lì a poco sarebbe piombata sui protagonisti.



Fonte 1